Dizionario Storico Blasonico pg6

Dizionario Storico Blasonico pg6

Dizionario Storico Blasonico pg6 – Nel corso dei secoli, numerose famiglie italiane hanno lasciato un’impronta profonda e duratura attraverso i loro contributi nei campi politico, culturale e sociale. Queste dinastie sono spesso ricordate tramite i loro distintivi blasoni e stemmi araldici, simboli che incarnano l’onore, la tradizione e la storia delle loro casate. Gli emblemi araldici non solo raccontano le storie di queste famiglie, ma anche le loro alleanze, i loro valori e il loro impatto sulle comunità e sulla nazione. Tali simboli rappresentano una connessione tangibile con il retaggio e la genealogia delle famiglie, offrendo uno sguardo sulle dinamiche e le tradizioni che hanno modellato il passato e continuano a influenzare il presente.

Il contenuto di questa pagina è tratto dal “Dizionario Storico Blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti” di Giovan Battista di Crollalanza. Quest’opera fondamentale offre una panoramica dettagliata sulle origini, le vicende storiche e gli stemmi delle principali famiglie nobili italiane, fungendo da preziosa risorsa per chi è interessato al retaggio familiare e alla ricerca genealogica. È uno strumento indispensabile per esplorare le proprie radici nobiliari e comprendere l’importanza di queste famiglie nella storia italiana.


Lettera A del Dizionario Storico Blasonico pg6


ACCURCIO (di Napoli)

  • Storia: Con Gio. Antonio, familiare della regina Giovanna II nel 1431, e Giovanni, familiare del Gran Connestabile, della Regina Giovanna I.
  • Arma: D’azzurro, al cavallo allegro d’argento bardato di rosso; col capo d’Angiò.

ACCURSIO (di Genova)

  • Origine: Originari di Bisagno e di Sestri-Ponente.
  • Membri notabili: Antonio fu anziano nel 1386, ed un suo omonimo ascritto nel 1528 in famiglia Promontorio.
  • Arma: D’azzurro, alla banda d’oro, con un cerchio di rosso attraversante sul tutto.

ACCURSIO (di Aquila)

  • Storia: Un Gianfrancesco Accursio di Norcia, eletto Cancelliere del Comune di Aquila, quivi trapiantò la sua famiglia verso la metà del XV secolo, ed ottenne da Ferdinando I d’Aragona alcuni feudi. Con Casimiro, nipote di Gianfrancesco, si spense questa casa nel 1563.
  • Arma: Inquartato; nel 1° e 4° d’oro all’aquila spiegata di nero; nel 2° e 3° d’azzurro, al leone d’oro rivoltato.

ACCUSANI (di Acqui)

  • Membri notabili: Carlo-Maria nel 1248 fu investito del casinale di Retorto e Portanova, territorio di Alessandria, in baronia. Giambattista Vescovo di Vigevano nel 1830.
  • Arma: Spaccato, nel primo di rosso, all’aquila d’oro in alto di spiegare il volo; nel 2° d’argento, al braccio armato, movente da una nuvola in alto a sinistra, ed impugnante una mazza d’armi, il tutto al naturale; con una fascia in divisa d’azzurro caricata di tre stelle d’argento, attraversante sulla partizione.

ACERBA (di Verona)

  • Arma: Di rosso, alla fascia d’oro accompagnata da tre culettoni d’argento, 2 in capo affrontati ed il terzo nella punta.

ACERBI (di Milano)

  • Origine: Originaria di Ferrara, fu ammessa nella cittadinanza milanese nel 1509. Lodovico Pres. del Senato verso la fine del XVI secolo, comprò il marchesato della Cisterna che fu poi venduto dal March. Borso suo fratello alla famiglia dal Pozzo di Torino. Un ramo si estinse nel 1727 nella persona del March. Luigi Filippo, il quale lasciò erede dei beni liberi la famiglia Giussani. Dei fidecommessi si rese un Nicolò di un altro ramo che era caduto in miserevoli condizioni.
  • Arma: Semipartito d’argento, alla ruota di S. Caterina di rosso, e d’oro, all’aquila nera coronata del campo, e spaccato di rosso, alla stella di otto raggi d’argento.

ACERNO (di Napoli)

  • Origine: Originaria di Tarascona, fu detta anche Belcado dal nome di una delle sue baronie, ed ebbe la contea di Acerno. Si estinse nel 1430.
  • Membri notabili: Tommaso rinomato scrittore Vescovo di Lucera e Nunzio in Boemia per il Papa Urbano VI.
  • Arma: Partito di rosso e d’argento, alla foglia di tiglio d’argento posta in banda e attraversante sul tutto.

ACERRA (di Napoli)

  • Origine: Derivata dalla famiglia d’Aquino, prese il nome di Acerra della contea di questo nome concessa da Federico II Imperatore, a Tommaso d’Aquino che fu Viceré di tutto il regno di Napoli. Un altro Tommaso, terzo conte di Acerra, ebbe per moglie una sorella di Re Manfredi che lo investì di parecchi feudi in Terra di Lavoro e in Terra d’Otranto. Aldinolfo, quarto ed ultimo Conte di Acerra, caduto in disgrazia di re Carlo d’Angiò, fu fatto decapitare nel 1294, e i suoi beni tutti, compresa la contea, furono confiscati.
  • Arma: D’azzurro, a tre cappi d’argento, caricati da dieci mosche d’armellino di nero, 4, 3 e 2.

ACETI (di Fermo)

  • Membri notabili: Antonio illustre giureconsulto fu Podestà di Firenze, indi nel 1393 occupò la signoria della sua patria; ma fu fatto decapitare nel 1407 da Lodovico Migliorati.
  • Estinzione: Questa famiglia si estinse nel 1450 al reliquato del P. Serafino Can. Regol. Lateranense del quale si hanno varie opere stampate e più volte impresse e tradotte in diverse lingue.

ACETO (di Sicilia)

  • Origine: Di origine normanna trapiantata in Sicilia da un Roberto de Aceto Conte di Acuseno, marito di Matilde figlia del Conte Ruggero. Estinta.
  • Arma: Spaccato d’oro e di nero, al leone dell’uno nell’altro coronato del secondo.

ACHILLI (di Mantova)

  • Origine: Originaria della Mirandola trapiantata in Mantova da Domenico che ne ottenne la cittadinanza nel 1548. Si estinse nel 1748.
  • Arma antica: D’azzurro, ad un monte di sette punte di verde sulla sommità del quale è posto un cespo d’oro entro cui sono moventi aquilotti di nero spiegati e affrontati nel nido.
  • Arma moderna: D’argento, all’aquila spiegata di nero accostata in punta da due aquilotti dello stesso.

ACHIONO (di Roma)

  • Arma: Di rosso, al compasso aperto d’argento.

ACONO (di Sicilia)

  • Origine: Di origine aragonese trapiantata in Sicilia da un Giovanni al seguito di re Martino che per suoi militari servigi lo gratificò della baronia di Camastra.
  • Arma: Di verde, a cinque conchiglie d’oro poste croce di S. Andrea.

ACQUA (della Valtellina)

  • Storia: Signora di vari castelli, fra i quali quello qui essa dette il proprio nome. Un ramo si trapiantò in Peschiavo nei primi anni del XVII secolo, e vi fondò la contrada dei Franchini, cosi detta da Franchino che fu il primo a stabilirvisi in quella terra. Estinta.
  • Arma: D’argento, al castello torricellato di due pezzi di rosso, aperto del campo, piantato in mezzo ad un lago sul quale vedesi una testa palese al naturale.

ACQUA (della) (di Vicenza)

  • Origine: Originaria di quella città in cui fioriva fin dal 1224.
  • Titolo: Ascritta al Nobile Collegio dei Notari.
  • Arma: Fasciato inquartato d’azzurro e d’argento a sei pezzi.
  • Cimiero: Una testa e collo di liocorno d’oro.

Dizionario Storico Blasonico pg6 – Conclusione

La storia e l’araldica delle famiglie nobili italiane offrono una finestra affascinante sul passato. Attraverso i loro stemmi e le loro gesta, possiamo comprendere meglio le radici e le influenze che hanno modellato la nostra società. Se hai bisogno di ulteriori informazioni su una delle famiglie o desideri approfondire alcuni dettagli, fammi sapere! Su richiesta sviluppiamo lo stemma araldico della tua famiglia a colori e in vari formati, contattaci all’indirizzo email: retaggio.it@gmail.com.


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